VIVERE IN BIANCO E NERO: l’ACROMATOPSIA

L’acromatopsia congenita è un raro difetto ereditario della vista.

Si manifesta con cecità completa o incompleta ai colori, fotofobia estrema e scarsissima acuità visiva.

Nella retina di un occhio sano, ci sono due tipi di fotorecettori (cellule sensibili alla luce):

  • I CONI: specializzati per la visione diurna. Si trovano nella macula, ovvero la zona centrale della retina, il loro compito è quello di adattarsi alla luce, percepire i colori e distinguere i dettagli fini;

  • I BASTONCELLI: specializzati nella visione notturna. Si trovano nella periferia retinica,, sono specializzati nella visione notturna, non distinguono i colori e non distinguono i dettagli.

In condizioni normali di salute di della retina questi due fotorecettori ‘collaborano’ fra loro, permettendoci di vedere in tutte le condizioni di illuminazione.

Nelle ACROMATOPSIE i coni o non funzionano, o funzionano poco; pertanto le persone affetta da questa patologia devono affidarsi essenzialmente ai bastoncelli per vedere, di conseguenza sono parzialmente/totalmente cieche ai colori, hanno una scarsa acuità visiva e la gravità di queste manifestazioni varia da individuo a individuo.

La loro acuità visiva è inferiore e non migliorabile con l’utilizzo di occhiali. Solitamente sono affette da nistagmo che varia con la distanza dell’oggetto da guardare, il livello di illuminazione e l’età perchè è maggiore durante l’infanzia ma migliora con l’avanzare dell’età.

La vista dergli acromati varia in continuazione seconda del livello di illuminazione presente, prediligono pertanto gli ambienti chiusi e utilizzano montature filtranti e selettive.

A scuola o negli ambienti di lavoro è pertanto richiesta particolare attenzione nell’evitare forti illuminazioni: tende alle finestre, lenti ingrandenti, videoingranditori, pc, tablet non causano in genere problemi.

Fonte:acromatopsia.it

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