SALUTE DEI NOSTRI OCCHI:ECCO COME VEDERE LA TV.

Spesso ci troviamo a combattere con i nostri bambini, che vengono completamente inghiottiti dai programmi TV e cartoni animati. Ma la televisione è veramente dannosa? La risposta è no, ma ovviamente è opportuno mantenere una distanza adeguata dallo schermo soprattuto per quanto riguarda i bambini, è consigliabile che non superino le due ore di impegno visivo nell’arco della giornata e che vi sia una illuminazione diffusa e uniforme nell’ambiente dove si trova la tv. Lo schermo televisivo emette radiazioni, ma in bassa quantità: non risultano essere pericolose per l’occhio.

Questo perchè, l’illuminazione dell’ambiente circostante riduce lo sforzo visivo determinando un intervallo più breve tra stimolo e reazione cerebrale. Inoltre, grazie a una corretta illuminazione priva di riverberi e riflessi, l’occhio si rilassa e si ha un miglioramento nella percezione dei dettagli dell’immagine, del contrasto e del colore.

Ovviamente come tutte le attività che implicano sforzi visivi, è opportuno utilizzare gli occhiali prescritti.

La distanza tra osservatore e tv si misura in base alla lunghezza in cm della diagonale dello schermo, indicata di solito in pollici, moltiplicata per cinque. Ad esempio, una TV a cristalli liquidi da 28” (pollici), con una diagonale di circa 70 centimetri, andrebbe guardata ad una distanza di 0,7×5 = 3,5 metri.

Il calcolo cambia per quanto riguarda la TV in HD ricavare la distanza si tiene conto della capacità che l’occhio umano ha di percepire distinti due punti che, studiata e standardizzata, equivale a 1/60 di grado. Questo altro non è che l’angolo visivo più piccolo entro il quale l’occhio umano è in grado di distinguere i pixel che costituiscono l’immagine (schermo a cristalli liquidi o plasma). Tenuto conto di ciò è possibile ricavare il fattore moltiplicante secondo il quale si ricava la distanza di visione ottimale dallo schermo, che varia a seconda del tipo di schermo. Ad esempio, per un Full HD si moltiplica la diagonale dello schermo per 1,5 mentre per quello HD si moltiplica la sua diagonale per 2,3. Naturalmente, tutto ciò va poi valutato in rapporto al singolo caso. Infatti, ad esempio, in un soggetto affetto da maculopatia la distanza dallo schermo può essere ridotta, senza per questo arrecare danni all’occhio

Gli schermi appartenenti alle ultime generazioni (LED, plasma, LCD) hanno sostituito la tradizionale TV a tubo catodico. Grazie all’evoluzione tecnologica, negli schermi più recenti le immagini risultano essere generalmente più stabili e persino più definite, affaticando meno gli occhi se si trascorrono molte ore davanti alla TV.

Qualche dubbio è stato sollevato, tuttavia, riguardo alla potenziale nocività della luce emessa dagli schermi al LED per le cellule della retina; tuttavia, al momento in cui scriviamo non risultano studi scientifici attendibili che confermino questa ipotesi per gli esseri umani.

Fonte: Iapb Italia

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