RIABILITAZIONE DEL PAZIENTE IPOVEDENTE

L’ipovisione rappresenta una condizione di ridotta capacità visiva, bilaterale e irreversibile, tale da condizionare l’autonomia dell’individuo.  Le piu’ frequenti cause di ipovisione dell’adulto nel mondo occidentale sono : le maculopatie, che comprendono la degenerazione maculare senile e miopica, le maculopatie ereditarie giovanili, le patologie eredo-degenerative come la retinite pigmentosa, il diabete, la miopia elevata, e la neuropatia glaucomatosa ed ischemica, la Retinopatia del prematuro.

Recentemente in Italia è stata modulata una nuova classificazione per le minorazioni visive che sostanzialmente considera ipovedente chi possiede un visus corretto, cioè una capacità visiva, inferiore o uguale a 3/10 nell’occhio migliore e cieco chi ha un visus corretto inferiore o uguale a 1/20 nell’occhio migliore. Con l’aumento dell’età media e le nuove possibilità terapeutiche nell’ambito di molte patologie hanno fatto si che il numero di pazienti con minorazione visiva sia andato crescendo, pertanto la disabilità visiva rappresenta oggi senza dubbio un problema sociale che coinvolge un numero rilevante di soggetti in diverse fasce di età.

L’importanza e l’attualità quindi di un centro per la riabilitazione visiva nasce proprio da considerazioni di ordine epidemiologico e sociale. E’ stato dimostrato inoltre come la sola prescrizione dell’ausilio nella maggior parte dei casi non consenta al paziente di sfruttare le proprie potenzialità funzionali residue.

Il primo passo della riabilitazione visiva è l’inquadramento della persona ipovedente, con particolare attenzione all’analisi delle richieste, dei bisogni e delle difficoltà psicologiche legate alla condizione visiva. Questa fase richiede l’intervento di più figure professionali con competenze specialistiche ossia lo psicologo, l’oculista riabilitatore e l’ortottista riabilitatore. Segue quindi il periodo di riabilitazione vera e propria, con una serie di incontri nel corso dei quali l’ipovedente apprende ad utilizzare al meglio gli ausili individuati per venire incontro alle richieste (ausili ottici, elettronici, informatici). A volte vengono anche assegnati esercizi domiciliari di coordinazione occhio-mano, con opportune verifiche negli incontri successivi. In futuro sarà possibile effettuare esercizi anche da casa mediante un computer dotato di un apposito software.

L’obiettivo primario della riabilitazione di questi pazienti è quello di conservarne le potenzialità visive residue e di renderli capaci di ottimizzarne l’uso per il mantenimento dell’autonomia nelle attività proprie dell’età, consentendo in tal modo un livello di vita soddisfacente.

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