OCCHIO SECCO? POTREBBE ESSERE UNA MALATTIA REUMATICA.

Può sembrare strano ma per un problema all’occhio potrebbe essere consigliato farsi visitare da un reumatologo. È il caso in cui il medico di famiglia verifichi la presenza di una forma di xeroftalmia, la cosiddetta sindrome da occhio secco, che può essere causata da una malattia reumatica.

Questo è un disturbo molto frequente, che si sviluppa soprattutto nelle donne in età matura e dipende da un cattivo funzionamento delle ghiandole lacrimali, che non riescono più a produrre come dovrebbero le lacrime.

I sintomi sono: bruciore agli occhi, difficoltà di apertura delle palpebre al risveglio, sensazione di avere qualcosa nell’occhio e, nei casi più gravi, disturbi visivi anche di una certa entità e alterazione della superficie oculare.

Fra le cause dell’occhio secco vi sono anche fattori ambientali come l’aria condizionata, il riscaldamento, il vento e il clima asciutto. Sono considerati inoltre fattori di rischio le lenti a contatto, il fumo, la prolungata esposizione a video-terminali, l’abuso di alcolici. Infine, anche alcuni farmaci, fra cui gli anti-depressivi.

Altre importanti cause che possono scatenare la sindrome dell’occhio secco, sono le MALATTIE REUMATICHE e tra queste la principale è la Sindrome di Sjögren, che colpisce le ghiandole lacrimali e salivari, che progressivamente vanno incontro a perdita della loro funzione. La sua origine non è al momento nota, ma è sicuro che siano in gioco fattori genetici, ambientali e ormonali.

La diagnosi non è semplice e la cooperazione tra reumatologo e oculista è importantissima. Se infatti l’oculista si accorge dell’esistenza di una situazione di occhio secco e prescrive l’utilizzo di lacrime artificiali e colliri, al reumatologo spetta il compito di valutare l’eventuale presenza di un interessamento extra-ghiandolare e decidere l’approccio terapeutico più appropriato, con lo scopo di proteggere l’occhio e trattare eventuali complicanze.

Quali cure vengono adottate per eliminare la Sindrome di Sjögren?

«Se la conseguenza è l’occhio secco, vengono prescritti stimolanti di lacrime e, talvolta, farmaci immunosoppressori.

Nei casi più resistenti di occhio secco, può essere necessario occludere i canalini lacrimali, in via provvisoria o definitiva, con piccoli tappi di materiale sintetico. Una scelta inevitabile perché la xeroftalmia può provocare danni anche gravi dell’occhio, con conseguente ridotta qualità di vista e quindi, più in generale, di vita.

fonte: humanitasalute.it

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