OCCHIO SECCO: L’ESTATE PEGGIORA, ECCO PERCHÉ?

I fastidiosi sintomi di chi soffre di  occhio secco aumentano in estate a causa delle alte temperature e dell’impiego dell’aria condizionata, che  secondo il Ministero della Salute, deve essere mantenuta tra i 24 e i 26 gradi.

A volte infatti, la naturale lubrificazione della superficie oculare può non essere sufficiente e potrebbero servire delle lacrime artificiali (ovvero dei colliri che svolgono il lavoro di sostituti lacrimali). Si tratta, tra l’altro, di un facile rimedio anche per chi trascorre molto tempo di fronte agli schermi sia per chi passa del tempo in luoghi assolati e ventosi.

In uno studio retrospettivo pubblicato su The Ocular Surface si legge:

‘A livello clinico la sindrome dell’occhio secco è caratterizzata dalla perdita del volume delle lacrime, da un tempo di rottura inferiore del film lacrimale e da una maggiore evaporazione delle lacrime dalla superficie oculare. Il film lacrimale è composto da molte sostanze, tra cui lipidi, proteine, mucine ed elettroliti. Tutte queste sostanze contribuiscono alla sua integrità ma la loro esatta interazione è ancora oggetto di ricerca.’

Esistono una serie di fattori che aumentano la possibilità di soffrire di occhio secco, tra cui:

impiego prolungato di lenti a contatto, fattori ormonali (ad esempio in menopausa) e fattori ambientali.

A questi possiamo aggiungere, come maggiore fattore di rischio, l’età avanzata. Tuttavia anche chi soffre di patologie quali allergie o disfunzioni lacrimali tende ad accusare la sindrome dell’occhio secco. Infine può persino essere correlata a malattie autoimmuni quali l’artrite reumatoide, il lupus eritematoso sistemico, la sclerodermia o la sindrome di Sjögren.

Fonte: The oculare surface (pubmed), IAPB italia

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