OCCHIO PIGRO? PRENDI LA BICICLETTA!

L’ambliopia  (comunemente detta occhio pigro), è un’alterazione della vista in cui uno o entrambi gli occhi non raggiungono la piena capacità visiva.

Colpisce poco meno di un bambino su 20 e non può essere corretta semplicemente con gli occhiali: per questo si sfruttano le capacità di adattamento del cervello (la cosiddetta plasticità) per stimolare una compensazione del deficit.

Uno dei trattamenti per correggere l’ambliopia, è quello di bendare l’occhio dominante, per stimolare la visione con l’occhio ambliopie.

Proprio l’occhio pigro potrebbe essere una delle patologie a beneficiare dei risultati di uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di neuroscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (In-Cnr) di Pisa e dall’Università di Pisa e pubblicato sulla rivista Current Biology. La ricerca mostra infatti che è possibile potenziare la plasticità del cervello con una strategia molto semplice: pedalare in bicicletta.

Fare attività fisica (soprattutto sui pedali) migliora la plasticità del cervello e il recupero della vista in caso di ambliopia. E’ quanto dimostra uno studio tutto italiano, pubblicato su Current Biology dall’Università di Pisa e dall’Istituto di Neuroscienze del Cnr di Pisa.

La ricerca ha messo in luce un particolare fenomeno chiamato rivalità binoculare (ovvero la percezione di segnali diversi dai due occhi) valutando il suo effetto sulla plasticità del cervello durante lo svolgimento di un’attività motoria.

Per raggiungere questo obiettivo, i due ricercatori Claudia Lunghi e Alessandro Sale hanno studiato il cervello di 20 persone adulte a cui era stato bendato un occhio per un tempo di circa due ore durante il quale erano rimasti seduti oppure avevano fatti attività fisica pedalando su una cyclette.

«I risultati sono sorprendenti: quando i soggetti svolgevano attività motoria gli effetti del bendaggio monoculare sono apparsi molto più marcati, con un notevole potenziamento della risposta agli stimoli presentati all’occhio che era stato chiuso rispetto all’analoga risposta osservata quando erano stati a riposo».

«Questi risultati – spiegano gli autori dello studio – hanno importanti applicazioni in campo clinico per una patologia molto diffusa, l’occhio pigro o ambliopia, per cui l’esercizio fisico volontario si prospetta ora come una via promettente per stimolare la plasticità visiva in maniera fisiologica e non invasiva».

La plasticità del cervello è massima durante lo sviluppo per poi diminuire drasticamente nell’adulto. «Questo studio – concludono Lunghi e Sale – rappresenta la prima dimostrazione degli effetti dell’attività motoria sulla plasticità del sistema visivo e ci porta a considerare l’esercizio fisico non solo come un’abitudine salutare, ma anche come un aiuto per il cervello a mantenersi giovane».

fonte:salute&benessere

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