OCCHIO E PC

Passare troppe ore davanti al computer può davvero compromettere la salute degli occhi. A certificarlo è un’analisi degli studi condotti sul tema pubblicata su Medical Practice and Reviews da TR Akinbinu, della Rayfields EYE CARE di Abuja (Nigeria) e YJ Mashalla, dell’Università del Botswana di Gaborone.

“Nella società odierna – spiegano Akinbinu e Mashalla – l’uso del computer come strumento nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni accademiche, nelle strutture ricreazionali e nelle case è diventato molto comune”. Le stime riportare dagli autori dell’analisi lasciano poco spazio a dubbi sul tema: nel 2014 sarebbero stati infatti da 45 a 70 milioni le persone che passano ore ed ore di fronte allo schermo di un computer. “Molti studi, [condotti] soprattutto nei paesi sviluppati, hanno svelato un’associazione tra l’uso del computer e sintomi che colpiscono la salute della vista”, spiegano gli esperti, definendo la condizione “computer vision syndrome”, letteralmente “sindrome della vista da computer” e precisando che ad esserne colpiti sono sia gli adulti che i bambini.

L’analisi condotta ha svelato che i problemi più spesso associati a questa sindrome includono mal di testa, occhi sotto sforzo, arrossati, affaticati o che lacrimano, vista doppia e secchezza oculare. “La prevalenza dei sintomi varia a seconda degli studi”, precisano Akinbinu e Mashalla, sottolineando anche che i fattori di rischio per la computer vision syndrome variano a seconda di eventuali problemi alla vista preesistenti e o di problematiche ergonomiche. Sull’associazione tra i sintomi descritti e l’uso del computer sembrano però non esserci più dubbi.

“I meccanismi di messa a fuoco dell’occhio umano sembrano non essere adatti per i caratteri elettronici generati sul videoterminale – spiegano gli esperti – Per questo il lavoro degli occhi sul computer è faticoso”. In particolare, leggere su uno schermo richiede movimenti frequenti degli occhi e continue operazioni di messa a fuoco. “I caratteri sullo schermo sono fatti di piccoli punti detti pixel (…) Ogni pixel è brillante nella sua parte centrale e la brillantezza diminuisce andando verso i bordi. Per questo i caratteri elettronici hanno contorni sfocati, mentre le lettere su una pagina stampata hanno margini nettamente definiti”. Da ciò nasce la difficoltà dell’occhio umano a mantenere la messa a fuoco.

Secondo gli autori solo una migliore conoscenza della fisiopatologia della sindrome può permettere ai medici di riconoscerla e di prescrivere ai pazienti la terapia più adatta. Inoltre, concludono gli esperti, “dovrebbe essere fatta particolare attenzione alla popolazione giovane, inclusi i bambini e gli studenti nelle scuole, nei college e nelle università”.

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