OCCHIO AL SOLE: LA CONGIUNTIVITE VERNAL

La cheratocongiuntivite Vernal (VKC) è una malattia infiammatoria cronica del tratto anteriore oculare (congiuntiva e cornea) bilaterale, stagionale, la cui eziologia è ignota. Il termine “Vernal” indica esclusivamente la stagione nella quale più comunemente compaiono i primi sintomi, senza fornire, pertanto, definizioni temporali della malattia stessa.

Anche se la VKC è distribuita in tutto il mondo, vi è una maggiore prevalenza di VKC in ambienti caldi e temperati, come il bacino del Mediterraneo, nord e ovest dell’Africa, il Medio Oriente, la penisola dell’Anatolia, la penisola arabica, parti dell’India, il Pakistan, il Giappone, l’America centrale e meridionale3.
Questa malattia rappresenta dallo 0,1% allo 0,5% dei pazienti che presentano problemi oculari e sembra essere in aumento.
Generalmente in Italia una storia familiare di atopia è presente nel 35-40% dei soggetti. La maggiore prevalenza nelle regioni più calde potrebbe essere dovuto a un più elevato livello di inquinamento atmosferico da pollini e da altri allergeni. Variazioni stagionali, associazione con atopia, e regressione della malattia sono anche meno comuni in queste regioni.

Il nome di questa cheratocongiuntivite deriva dall’inglese Vernal (primaverile).

Inizia in primavera, con i primi soli, e prosegue per tutta l’estate; il termine Vernal appunto indica la stagione in cui si riacutizzano i sintomi e non il periodo esclusivo in cui si manifestano, perché in realtà può essere presente anche durante tutto l’anno.

La causa resta sconosciuta, ma sicuramente un fattore fisico legato ai i raggi ultravioletti è decisivo nel scatenarla.

La Vernal,  non risponde ai classici trattamenti antistaminici sia oculari che sistemici; non c’è una correlazione diretta tra la congiuntivite Vernal e la sensibilizzazione alle sostanze allergizzanti più comuni come gli acari della polvere o i pollini di graminacee (inalanti).

Caratteristica è invece un’ottima risposta ai colliri cortisonici, con conseguente dipendenza da questi trattamenti. Questo porta subito a pensare ad una forma in cui l’infiammazione, comunque originata, sia l’elemento più importante da tenere in considerazione.

I sintomi sono prurito oculare, lacrimazione, bruciore, senso di corpo estraneo e fotofobia inizia in primavera, si sviluppa maggiormente in estate, con tendenza al miglioramento nei mesi autunnali nella maggior parte dei casi.

La difficoltà di adattamento alla luce, soprattutto all’esterno, è un sintomo importante, specie se è presente vento, polvere e molto sole.

È fondamentale utilizzare occhiali da sole di protezione e cappellino per andare a giocare al parco con amici, nei mesi invernali durante i soggiorni in montagna e ovviamente in spiaggia.

I sintomi si possono riacutizzare per l’esposizione prolunga a schermi luminosi (come computer, televisione, play station) o con luci al neon. Gli occhiali scuri sono quindi indispensabili all’aria aperta, ma a volte servono anche al chiuso.

 

 

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