L’IMPORTANZA DELLA VISITA ORTOTTICA PRIMA DI UN INTERVENTO DI CHIRURGIA REFRATTIVA.

La chirurgia refrattiva è un insieme di tecniche chirurgiche che consentono la correzione dei più comuni difetti visivi  (miopia, astigmatismo e ipermetropia) e, in alcuni casi, anche della presbiopia.

Con il laser si può variare la forma della cornea: la superficie oculare trasparente che si trova davanti all’iride è, infatti, una lente naturale di cui si può migliorare la messa a fuoco (“potere diottrico”).

Ormai è una tecnica che fornisce risultati sempre più precisi, ma purtroppo un aspetto poco considerato è quello che riguarda l’idoneità di ciascun occhio del paziente ed il giudizio sulla sua idoneità o, meglio, sull’idoneità di ciascuno dei suoi occhi. I pazienti che che desiderano correggere il proprio difetto refrattivo, non è un paziente malato che deve essere curato, ma è colui che vuol vedere bene senza l’utilizzo  di presidi (occhiali a stanghetta, lente corneale) utilizzati precedentemente all’intervento; inoltre, per il paziente, un buon visus significa non solo poter leggere i caratteri più piccoli dell’ottotipo, ma anche poter vedere bene durante la guida, in condizioni di luce artificiale, durante l’attività di lavoro, alla scrivania o al computer o davanti alla televisione. Tutto ciò senza disturbi soggettivi (bruciore, lacrimazione, senso di corpo estraneo, aloni, fluttuazione).

Una  selezione accurata del paziente può essere considerata una parte integrante dell’intervento e che è bene avere un protocollo diagnostico cui sottoporre tutti i pazienti potenziali a una serie di esami, test e visita ortottica.

Quest’ultima è volta ad identificare e a quantificare le alterazioni della motilità oculare estrinseca, della visione binoculare e della stereopsi.

I risultati servono a evidenziare quelle alterazioni che possono in qualche modo influire sull’esito funzionale della procedura chirurgica.

Ad esempio in una miopia elevata in anisometropia, una exotropia potrà non rappresentare una controindicazione assoluta, data la inesistenza del rischio di sviluppare una diplopia. ma si dovrà chiarire al paziente che l’intervento non avrà alcun effetto al fine di riportare l’occhio deviato nella posizione corretta e di consentirgli una visione binoculare.

Una ipermetropìa di grado elevato che si accompagni ad una esoforia su base accomodativa trarrà un beneficio anche dal punto di vista ortottico a distanza, ma la deviazione potrà essere  presente nella visione a distanza ravvicinata.

È sempre quindi opportuno sottoporsi a visita ortottica prima di effettuare una correzione laser di un difetto visivo, per prevenire gli effetti collaterali modificando il trattamento chirurgico.

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