LA CONGIUNTIVITE DEL NEONATO

Occhi rossi, palpebre arrossate e gonfie: così può presentarsi la congiuntivite in un neonato. Se il piccolo è nato da poco e presenta questi sintomi, è bene portarlo subito dal medico. Il consiglio arriva dai Centers for diseases control (Cdc), che sul loro sito spiegano sintomi e terapie. A causarla nei neonati possono essere infezioni, irritazioni o il blocco dei canali lacrimali. Le cause di infezione più frequenti possono essere i batteri della clamidia e gonorrea, non trattati nella madre e trasmessi durante il parto. Si parla di congiuntivite ‘chimica’ quando le gocce date per prevenire infezioni batteriche irritano gli occhi nei neonati (i sintomi durano 24-36 ore). Le forme batteriche possono essere trattate con antibiotici dati per goccia, pomata sciroppo, o per via endovenosa, a seconda della gravità. Si può usare una soluzione salina per pulire l’occhio e rimuovere il pus, e se a causare la congiuntivite è il blocco dei canali lacrimali, può essere utile fare un massaggio delicato tra l’occhio e il naso del bambino.

Se i canali non si sbloccano entro l’anno di età, potrà essere opportuno intervenire chirurgicamente. Negli adulti invece altre cause di congiuntivite possono essere allergeni, come polvere e animali, e sostanze irritanti (come lo smog o il cloro delle piscine). Bisogna andare dal medico quando il dolore nell’occhio è forte, la luce dà fastidio, la vista è appannata, gli occhi sono molto rossi, si ha il sistema immunitario indebolito da tumore o hiv, e se i sintomi peggiorano o non migliorano dopo 24 ore dall’uso dell’antibiotico. Se causata da virus e batteri, la congiuntivite può essere contagiosa. Per ridurre i rischi è bene lavarsi le mani, evitare di toccarsi e strofinarsi gli occhi, non usare trucco nè lenti a contatto.

notizia ansa

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