IPOVISIONE: MIGLIORARE SI PUO’!

L’ipovisione è una condizione di capacità visiva fortemente ridotta, irreversibile, che colpisce entrambi gli occhi, e compromette il normale svolgimento delle attività quotidiane.

Non si può recuperare la vista persa, ma attraverso la RIABILITAZIONE VISIVA, è possibile imparare a sfruttare al meglio le zone visive funzionanti.

Cos’è la RIABILITAZIONE VISIVA? La Riabilitazione visiva è un percorso personalizzato che attraverso l’inquadramento della persone ipovedente, consente di conservare le potenzialità visive e le ottimizza migliorando la qualità della vita. Questo percorso dovrebbe essere intrapreso da tutte le persone ipovedenti, a prescindere dall’età.

Il ruolo del riabilitatore è quello di inquadrare la persona e porre attenzione alle sue esigenze. Questa fase richiede la presenza di più figure professionali come lo psicologo, l’oculista e l’ortottista.

Importantissimo è per i bambini ipovedenti iniziare la Riabilitazione visiva, IL PIU’ PRESTO POSSIBILE!

La presenza di un deficit visivo, determina altre significative implicazioni per il bambino affetto e per la sua famiglia, in termini di educazione, autonomia, benessere e socializzazione.

Una corretta diagnosi rappresenta la prima tappa essenziale per organizzare il percorso riabilitativo.

Il bambino ipovedente spesso presenta difficoltà motorie e posturali che inficiano l’uso della vista e riduce la risposta allo stimolo luminoso. E’ necessario non soltanto utilizzare un ambiente adeguato, ma posizionare il bambino in modo tale che possa gestire il movimento del tronco, o posizionare il bambino su un sostegno che abbia un appoggio del capo con avvolgimento delle spalle e del tronco(nel caso di bambini molto piccoli in braccio ai genitori, successivamente su una seduta posturale scelta dal neuropsichiatra/fisiatra)

Bisogna inoltre fare in modo di evitare l’affollamento percettivo, un eccesso di suoni e rumori può determinare una mancata attenzione visiva.

Gli oggetti che vengono utilizzati per richiamare l’attenzione del bambino sono generalmente ad alto contrasto cromatico, riflettenti la luce o luminosi, se necessario sonori o di interesse tattile per facilitare l’esplorazione dell’oggetto e interessare più canali sensoriali facilitandone l’osservazione del bambino.

Nei casi in cui è possibile, e una volta eseguiti una serie di terapie ortottiche riabilitative, è possibile effettuare esercizi di coordinazione occhio mano a casa, che devono essere scelti dal riabilitatore e valutati col passare del tempo. In alcuni casi può essere necessario ricorrere alla stimolazione visiva, utilizzando uno strumento chiamato microperimetro.

IL RUOLO DELL’ORTOTTISTA COME RIABILITATORE è ancora semisconosciuto. Spesso i bambini ipovedenti con deficit motori e posturali vengono inviati solo a psicomotricisti e fisioterapisti, senza sottolineare l’importanza della riabilitazione visiva. Queste professioni sono in egual modo importanti per un corretto sviluppo neuro-motorio, ma le loro terapie devono essere eseguite contemporaneamente. Lavorare in equipe è INDISPENSABILE per favorire e aiutare i pazienti a migliorare la qualità della loro vita.

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