IPOVISIONE IN ETÀ PRESCOLARE  IN AUMENTO

Un recente studio americano dimostra che è in aumento il numero dei bimbi tra i 3 e i 5 anni con problemi visivi che causano ipovisione, infatti tra il 2015 e il 2060, ci sarà un incremento di oltre un quarto dei casi nei soli Stati Uniti (+26,3%), passando da oltre 174 mila bambini ipovedenti affetti da vizi refrattivi non corretti (forte miopia, ipermetropia, astigmatismo) e/o occhio pigro (ambliopia bilaterale) a più di 220 mila piccoli con gli stessi problemi visivi, principalmente ispano-americani.

Fondamentale è una diagnosi precoce  per evitare futuri problemi o danni oculari. Ad esempio  se si tratta dell’occhio pigro, un ritardo nella valutazione può impedire il corretto sviluppo dei circuiti cerebrali perché solo l’occhio dominante fornisce informazioni alla corteccia cerebrale visiva (mentre l’altro viene “disattivato”). Infatti una buona visione stereoscopica è importante per una buona qualità della vita.

Secondo i ricercatori di Los Angeles e di Seattle, che hanno pubblicato la loro ricerca su Jama Ophthalmology:

I problemi visivi nella prima infanzia possono danneggiare significativamente lo sviluppo della funzione visiva, motoria e cognitiva e portare a conseguenze psicosociali avverse.

Concludono, quindi, i ricercatori:

Questi dati suggeriscono che un’alta proporzione di bambini in età prescolare vive un’inutile perdita della vista che potrebbe essere prevenuta mediante una diagnosi precoce e la correzione di un errore refrattivo significativo [nel 2015 l’avevano circa il 69% dei piccoli ipovedenti americani, ndr].

 

fonte: Iapb

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