IL RUOLO DELL’ORTOTTISTA E DELLA RIABILITAZIONE VISIVA

Abbiamo più volte parlato in questo sito dell’importanza della riabilitazione visiva, un tipo di terapia ancora poco conosciuto, che piano piano si fa strada nel campo della riabilitazione.

Come tutte le professioni sanitarie della riabilitazione, anche quella dell’ortottista svolge un ruolo chiave in questo campo. Il ruolo dell’ortottista è l’unico riconosciuto come addetto al lavoro di riabilitazione visiva.

Questa terapia è valida per numerosi casi, e va bene per ogni età. Sostanzialmente vige la regola che minore sia l’età, piu rapidi saranno i miglioramenti. Quindi affinché questo avvenga, ci deve essere innanzitutto una valutazione ortottica e visita oculistica precoce, (in condizioni normali infatti si raccomanda di fare il primo screening ortottico/visita oculistica a 3 anni; prima se i genitori o il pediatra nota qualcosa di strano, come ad esempio uno strabismo).

Le motivazioni a spingere l’ortottista e l’oculista a iniziare un percorso di riabilitazione visiva, possono essere diverse e vanno dall’occhio pigro, ai più gravi casi di ipovisione. Ricordiamo che per questi ultimi, il ruolo della Riabilitazione Visiva, non è quello di migliorare il visus, bensì quello di mantenere l’integritá delle vie della visione e insegnare al paziente a utilizzare il RESIDUO VISIVO al meglio.

Cercheremo di elencare le condizioni più frequenti, in cui è necessario oltre che effettuare una visita oculistica, fare una valutazione ortottica, per stabilire col professionista se e quando iniziare un percorso riabilititavo. La visione non è semplicemente quanto si vede, bensì è un insieme di variabili (ad esempio la sensibilita al contrasto, la stereopsi, la motilità oculare, la binocularità, la percezione dei colori ) che devono essere valutate per indirizzare il paziente alla corretta visione.

Fra le condizioni in cui è necessario rivolgersi ad un ortottista, ricordiamo:

  • Astenopia : condizione di stanchezza visiva, il paziente spesso lamenta di non riuscire a vedere bene, o in modo confuso, pur in assenza di difetti di refrazione. Sarà infatti l’ortottista ad esaminare la motilità oculare, la capacità accomodativa, e valutare la possibilità di iniziare la riabilitazione (ambulatorialmente o domicialiare) laddove necessario.
  • Strabismo: condizione di disallinemento degli assi visivi, spesso accompagnata da ambliopia (occhio pigro). È importante eseguire una visita oculistica e una valutazione ortottica, al fine di stabilire l’entita della deviazione e valutare l’iter da seguire.
  • Insufficienza di convergenza: incapacità degli occhi a convergere in un punto prossimo vicino, che si traduce in una difficoltà di lettura e può nascondere anche problemi posturali. Quello che dico sempre ai miei pazienti è che la visita ortottica inizia da quando si entra in studio. L’ortottista deve valutare infatti la posizione del capo, la dominanza oculare, e capire se necessario consigliare anche una visita dal posturologo/fisiatra/fisioterapista.
  • Dislessia: spesso la condizione di dislessia è dovuta a problemi di natura oculomotoria, necessario dunque fare una valutazione ortottica e iniziare un training personalizzato. Anche la disprassia dei movimenti oculari, può essere indicativa di difficoltà di lettura e scrittura. È importante infatti nel caso dei bambini, fare una corretta anamnesi.
  • Ipovisione: condizione di scarsa visione dovuta a patologie genetiche (retinopatie, neuropatie, nistagmo), congenite provocate (ad esempio dovute a prematurità) patologie ereditarie (maculopatia, glaucoma) ecc.. Dopo un’attenta visita oculistica, sarà poi il medico a indirizzare il paziente a una valutazione ortottica. Come già detto in precedenza, in caso di ipovisione, il ruolo della riabilitazione visiva non è quello di migliorare il visus, ma quello di insegnare al paziente a utilizzare al meglio il residuo visivo.

La riabilitazione visiva è un programma personalizzato, che può essere seguito ad ogni età, anzi in età evolutiva assume un ruolo importantissimo anche per il corretto sviluppo psicomotorio del bambino, ancora meglio se eseguito in equipe con fisioterapista, neuropsicomotricista, logopedista (laddove necessario).

L’occhio è il maggiore esterocettore, l’80% delle informazioni dell’ambiente esterno provengono da questi importanti organi di senso. Una corretta terapia ortottica riabilitativa è essenziale per ristabilire il corretto funzionamento della funzione visiva e nei casi in cui questo non è possibile, insegnare al paziente ad utilizzare il visus residuo per permettergli un miglioramento della qualità della vita.

Dott.ssa Pompamea Giulia (ortottista)


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