IL POTERE RIGENERATIVO DEL CORPO  UMANO: ECCO COME CURARE LA CATARATTA

Le cellule staminali dell’occhio potrebbero essere anche utilizzate per attivare la rigenerazione del cristallino. Il metodo è stato sviluppato e sperimentato, durante uno studio pubblicato sulla rivista Nature, da un team formato da scienziati statunitensi e cinesi, coordinato da Kang Zhang, ricercatore presso la Sun Yat-sen University di Guangzhou (Cina) e l’Università della California di San Diego (Usa). L’intervento è stato eseguito con successo non solo su conigli e macachi, ma anche su 12 bambini di età inferiore ai 24 mesi.

È stata sviluppata una nuova tecnica chirurgica poco invasiva, capace di rimuovere il cristallino offuscato dalla cataratta e, nel contempo, di preservare l’integrità della sua “capsula” (la membrana che lo avvolge). Il metodo, che presenta meno effetti collaterali di quello tradizionale, stimola le cellule staminali oculari a rigenerare il tessuto prelevato. Questo fa sì che nel giro di tre mesi si formi un nuovo cristallino sano.

L’esperimento è sperimentato su 12 bimbi di meno di due anni d’età, affetti da cataratta congenita. Hanno poi confrontato le condizioni dei piccoli con quelle di altri 25 bambini operati con la tecnica tradizionale – che prevede la rimozione totale del cristallino e la sostituzione con una lente artificiale.

Al termine dell’esperimento, è emerso non solo che l’impiego del metodo innovativo ha avuto successo, ma anche che i bimbi che ne hanno beneficiato sono guariti più in fretta e hanno riportato meno complicanze. I 25 appartenenti al gruppo di controllo, infatti, avevano probabilità più elevate d’incorrere in infiammazioni post-operatorie, ipertensione oculare e maggiore opacità del cristallino.

Il metodo “potrebbe avere un notevole impatto sulla medicina rigenerativa, perché sfrutta il potere rigenerativo del corpo umano”, spiega Zhang, che sta lavorando con il suo team per impiegare la tecnica anche nei pazienti anziani colpiti da cataratta, che rapprenta una delle principali cause di cecità nel mondo. “Crediamo che il nuovo approccio produrrà un cambiamento nell’ambito della chirurgia della cataratta e che in futuro potrà offrire ai pazienti un’opzione di trattamento più sicura ed efficace”.

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