GRAVIDANZA E VISIONE. QUALI SONO I RISCHI REALI?

Da sempre si è detto che la gravidanza incida sulla vista.

È importante però capire quali siano le credenze popolari, e quali sono le REALI influenze sul parto.

È vero, ad esempio, che aumenta la miopia? E quanto può soffrire la retina, messa sotto sforzo al momento del parto? Per l’occhio, è preferibile partorire spontaneamente o con taglio cesareo?

È forse bene iniziare dicendo che non ci sono prove scientifiche sulla miopia e problemi alla retina , anche se è pur vero alcune patologie temporanee o croniche potrebbero insorgere. Tra queste, ve ne sono sia fisiologiche, ossia considerate normali, e sia altre che potrebbero devolvere in vere e proprie malattie.

Quanto alle prime, essendo temporanee, tendono a risolversi una volta messo alla luce il bambino; quanto alle seconde, invece, dipende dal tipo di patologia.

Tra i problemi problemi risolvibili e temporanei, della gravidanza e del post parto, ci sono le modificazioni riguardanti la cornea, pressione interna dell’occhio e vista.
Per quanto riguarda la cornea, andrebbe detto che si va incontro ad una diminuzione della sensibilità e ad un ispessimento che potrebbe portare ad una miopia di tipo lieve, da correggere con una lente poco prima del parto.

La pressione non subisce modifiche e, in caso di glaucoma pre-esistente, quest’ultimo potrebbe persino migliorare.
La vista, sia durante la gravidanza sia nell’allattamento, tende ad abbassarsi: la messa a fuoco da vicino o da lontano potrebbe risultare talvolta difficoltosa; si vede però più o meno nitidamente ad una giusta distanza, come se si avesse un fuoco fisso.

La retina è particolarmente delicata soprattutto in gravidanza.
Una delle patologie retiniche più comuni in gravidanza è la CORIORETINITE SIEROSA CENTRALE dovuta al distacco focale del nervo dell’epitelio oculare, che influisce sulla macula retinica e la visione centrale. Sembra essere dovuta ad un aumento di cortisolo nel sangue, stress o ipertensione, così come dal cambiamento ormonale che vive la donna in gravidanza o altro ancora. Tra i sintomi più frequenti si citano: l’annebbiamento della vista improvviso e di breve durata, visione distorta ed alterata delle immagini, indebolimento della capacità relativa all’acuità visiva.
Esistono esami come l’OCT e la fluoroangiografia che aiutano nella diagnosi; per altri, sarebbe opportuno seguire il consiglio dell’oculista.

Importantissimo è anche tenere a bada il diabete gestazionale.

Sappiamo bene che tutte le donne diabetiche dovrebbero sottoporsi all’esame oftalmoscopico con cadenza regolare a partire dai primi 3 mesi. Se però si tratta di diabete esclusivamente gestazionale, la sofferenza del microcircolo oculare è limitata al periodo dei nove mesi; durante questo lasso di tempo, tuttavia, si potrebbero verificare aneurismi o emorragie puntiformi che si riassorbono o si bloccano subito dopo il parto.

 

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