DISLESSIA E ORTOTTICA

“La dislessia è una disabilità dell’apprendimento di origine neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da scarse abilità nella scrittura” (International Dyslexia Association).

E’ un disturbo che si presenta in bambini normalmente scolarizzati, con QI nella norma, ostacolando il normale processo di interpretazione dei segni grafici con cui si rappresentano per iscritto le parole.

In breve viene definito come un disturbo della capacità di leggere.

Gli errori che si trovano nel bambino dislessico sono simili a quelli che possono presentarsi in ogni bambino che comincia a leggere e scrivere.

Il bambino dislessico tenta di evitare di fare i compiti e leggere!

Quando legge il capo viene tenuto molto inclinato lateralmente, solitamente si copre un occhio e tiene il libro molto vicino.

In alcuni vado invece di muovere solo gli occhi durante la lettura, muove la testa in avanti e all’indietro leggendo deve usare un righello per non perdere il segno e ha difficoltà anche a copiare dalla lavagna. Vede sfuocato. Rilegge le stesse parole o salta da una riga all’altra senza accorgersene quando legge dichiara di vedere le parole muoversi pur leggendo, la sua capacità di comprensione diminuisce. Al termine della lettura e le altre attività da vicino sente bruciore o prurito agli occhilamenta mal di testa si sfrega gli occhi l’attenzione diminuisce e subentra la sonnolenza.

Una scarsa acuità visiva è responsabile della visione sfuocata la quale, a sua volta, costringe la persona ad un eccessivo sforzo visivo o ad assumere una posizione viziata del capo.

Nel caso del bambino dislessico, le difficoltà visive si andranno ad aggiungere a tutti i problemi già esistenti a livello scolastico e psicologico concorrendo a creare ulteriore fatica, disagio e disinteresse verso la lettura e la scrittura.

L’ortottista può aiutare a combattere lo stress visivo con adeguati esercizi di riabilitazione visiva dandogli la possibilità di sfruttare al meglio il proprio canale visivo per poter intraprendere il percorso riabilitativo con buone potenzialità visive.

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