DIMMI COME NASCI, TI DIRÒ COME VEDRAI.

Dimmi come nasci e ti dirò come diventerai. Un gruppo di ricercatori universitari tedeschi, che ha preso in esame 8369 partecipanti del Gutenberg Health Study (GHS)che avevano dichiarato il loro peso “iniziale” e avevano più di 34 anni, ha trovato una correlazione fra questa affermazione e la visione.

Secondo questo studio chi ha un basso peso alla nascita – inferiore ai 2,5 chili – ha una probabilità più alta di sviluppare la miopia in età adulta, mentre chi pesa più di 4 chilogrammi tenderà a diventare  ipermetrope.

Gli studiosi precisano – nel loro articolo pubblicato sul British Journal of Ophthalmology – che hanno utilizzato dei modelli statistici tenendo conto di età, sesso, livello socioeconomico, presenza di glaucoma, di degenerazione maculare legata all’età, di malattie corneali e/o cataratta, in modo da stabilire un’associazione più precisa tra il peso alla nascita e il visus in età adulta (tra cui migliore acuità visiva corretta ed eventuale presenza di astigmatismo).

Vari studi hanno però dimostrato che anche altri fattori che favoriscono la miopia: accanto ad aspetti ereditari, ci sono fattori legati allo stile di vita: trascorrere molto tempo in ambienti chiusi alla luce artificiale sin da bambini, magari leggendo molto tempo da vicino, tende a favorire il vizio refrattivo in forte aumento nel mondo.

Precedenti studi rilevano come un basso peso alla nascita possa essere associato anche ad altre patologie, tra cui la ROP, malattia retinica che colpisce i prematuri, e sempre per questi ultimi anche l’AMD a partire dai 55 anni.

In linea di massima i rischi per la salute tendono a essere più elevati tanto quanto più il bimbo nasce prima e sottopeso.

Fonte: British Journal of Ophthalmology, Iapb Italia

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