DEGENERAZIONE MACULARE LEGATA ALL’ETÀ (SENILE)

E’ in Italia con la Retinopatia Diabetica ed il Glaucoma una delle maggiori cause di grave diminuzione visiva.L’affezione di solito inizia con la presenza di Drusen che possono poi dare origine o a lesioni atrofiche o a neovasi. Importante l’esame oftalmoscopico annuale dopo i 60 anni al fine di programmare un eventuale trattamento medico (Antiossidanti, Ozono terapia.) o parachirurgico (laser).

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE – Forma Atrofica

Definizione:
deficit del visus imputabile ad alterazioni dell’epitelio pigmentato o a drusen e non a cataratta o ad altre patologie oculari; dovrebbe essere estesa ad ogni processo atrofico o essudativo situato anche eccentricamente che provocherebbe riduzione del visus qualora fosse coinvolto il punto di fissazione.

Incidenza:
La principale causa di cecità in individui di età superiore ai 65 anni.
Stima di 16.000 nuovi casi l’anno.

Prevalenza:
45 – 64 anni : seconda causa di cecità dopo il diabete
65 – 74 anni : 6,4 – 10%
oltre 75 anni : 19,7 – 30%

Fattori di rischio:
Malattia multifattoriale:

Età; Sesso femminile; Familiarità; Pigmentazione oculare scarsa; patologie cardio-vascolari; ipertensione; fumo; ipermetropia; Fattori ambientali: ruolo degli agenti ossidanti. Se non insorge una neovascolarizzazione, una ulteriore evoluzione che porti alla scomparsa delle cellule epiteliali e dei fotorecettori, dà luogo ad una zona di atrofia.
Sia l’atrofia che la neovascolarizzazione tendono ad essere bilaterali.

DEGENERAZIONE MACULARE SENILE – Forma essudativa

Incidenza:
Due studi epidemiologici, il Framingham Eye Study e l’ampio studio caso-sontrollo condotto da Hyman, hanno mostrato che la maggior parte dei casi di cecità legale dovuta alla DMLE presenta una forma essudativa (79% e, rispettivamente, 90%).

Fattori di rischio:
Drusen, effetti della luce, carenza di Vitamina C

Correlazioni anatomo-cliniche.
La sintomatologia (annebbiamento e deficit visus, metamorfopsie) è correlata alla presenza di liquido sottoretinico ed intraretinico ed alla presenza di emorragie che si accompagnano alla Membrana Neovascolare. Nella maggior parte dei casi l’evoluzione è verso la formazione di una cicatrice fibrovascolare disciforme che coinvolge Epitelio Pigmentato Retinico, Coroide e la maggior parte della retina neurosensoriale ; la presenza di isole di fotorecettori superstiti può consentire un visus residuo migliore rispetto a quanto prevedibile in base all’esame clinico.

Lo stimolo alla proliferazione dei vasi coroideali resta sconosciuto.

Add Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *