COS’É L’ESAME DEL CAMPO VISIVO?

Per Campo visivo si intende l’area visiva percepita dall’occhio quando viene fissato un punto.

Lo sua valutazione può essere effettuata  mediante perimetria manuale o automatica. La perimetria automatica consente di testare un numero maggiore di punti rispetto a quella manuale. Inoltre, grazie a degli algoritmi numerici permette di determinare la distribuzione del difetto e la sensibilità della retina, che vengono poi comparati con i risultati della popolazione “normale” (cioè senza deficit del campo visivo). Tra l’altro questo tipo di approccio è considerato più obiettivo e affidabile.

Per il funzionamentol del campo visivo esistono due metodi: il “cinetico” e lo “statico”. Tali metodi si differenziano a seconda di come vengono proiettate le luci su di uno schermo. Il metodo cinetico utilizza luci che si muovono (stimoli luminosi) dall’esterno all’interno variando al contempo la loro intensità luminosa. Col metodo statico si utilizzano, invece, luci fisse; ma anche in questo caso varia la loro luminosità.

Il campo visivo permette di quantificare e rilevare le perdite assolute e relative di sensibilità retinica, evidenziando gli eventuali difetti periferici o centrali. Quindi, è un esame estremamente utile e valido per valutare non solo l’esordio, ma anche la progressione di una malattia tanto invalidante quale il glaucoma.
Viene, inoltre, utilizzato per studiare le alterazioni campimetriche che si riscontrano nelle patologie neurologiche (neuriti ottiche, edema della papilla) e nelle affezioni cerebro-vascolari (ischemia del nervo ottico), è inoltre di utile per la diagnosi di complicanze dopo un trauma cranico. Infatti, l’architettura delle zone cieche del campo visivo (scotoma) segue la disposizione delle fibre nervose. Quindi la valutazione di queste zone ci consente di risalire alla patologia in atto.

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