Il recente rapporto del Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie della Cina (CCDC) ha pubblicato il primo studio sul nuovo coronavirus – il SARS-CoV-2, nella nomenclatura corretta – che ha colpito la parte centrale del Paese. Il Virus ha comportato sintomi moderati nell’81 per cento dei 44mila casi monitorati dallo studio, con un tasso di mortalità del 2,9 per cento nella regione epicentro dell’epidemia – Hubei e il suo capoluogo Wuhan – e dell’0,4 per cento nel resto della Cina. Ora è arrivato in Italia, classificandoci come terzo paese al mondo in cui si registra la presenza del virus.

Sappiamo già che la maggior parte dei morti purtroppo sono persone già immunosoppresse, ma non tutte.

‘Li Wenliang è divenuta una figura simbolica, sia come medico coraggioso che come vittima di un sistema di governo non liberale che ha ostacolato la diffusione delle prime informazioni riguardo la malattia’.

Quello che si dice meno spesso è che Li Wenliang era un medico oculista.

Il Dottor Matteo Piovella, presidente della Società Oftalmologica italiana ci spiega perché fu proprio un oculista a lanciare l’ allarme: “Gli occhi e in particolare la congiuntiva sono la diretta porta di ingresso per il coronavirus che viene poi trascinato, tramite le vie di deflusso delle lacrime, all’interno del naso e della gola. Il virus – ricorda Piovella – è trasmesso principalmente con modalità aerosol dalle goccioline della saliva e contagia le vie respiratorie, ma soprattutto e direttamente la mucosa congiuntivale”. La congiuntivite virale, inoltre, è un sintomo precoce della malattia.

Gli occhi possono essere la porta di ingresso di virus e batteri nell’organismo. Per questo la SOI consiglia in maniera molto rigorosa di non toccarsi gli occhi con le mani prima di averle lavate e di lavarsele spesso. Questa precauzione diventa un obbligo categorico in caso sia stati sottoposti ad intervento chirurgico quale la cataratta.

Per la stessa ragione l’indicazione SOI (e anche della American Academy of Ophthalmology) agli oculisti è di utilizzare guanti, mascherina e occhiali protettivi nel visitare pazienti con congiuntivite e/o febbre. Si ribadisce poi la necessità di utilizzare – negli studi e negli ambulatori – erogatori d’acqua per il lavaggio delle mani a fotocellula (che devono sostituire i tradizionali rubinetti), provvedendo anche alla disinfezione più volte nell’arco della giornata dei Servizi a disposizione del Personale e del Pubblico. Il comportamento di quel virus – come di tantissimi altri – ci ricorda quanto sia importante avere cura degli occhi e quanta differenza possano fare poche e semplici misure di precauzione.

Fonti:

SOI

IAPB ITALIA